WESAK ed il Fior di IRIS: Messaggero di luce tra cielo e terra

WESAK ed il Fior di IRIS: Messaggero di luce tra cielo e terra

C'è un momento nell'anno in cui il velo tra il mondo visibile e quello spirituale si fa più sottile, in cui la luce sembra scendere e la terra intera trema di un'attesa silenziosa. 

Quel momento è il WESAK, il plenilunio di maggio.

Ogni anno, al plenilunio di Maggio, quando il Sole si trova nel segno del Toro, il mondo spirituale celebra uno degli eventi più sacri dell'anno: il WESAK.

Secondo la tradizione, il Buddha, giunto sulla soglia del Nirvana si voltò a guardare l'umanità sofferente e formulò la Grande Rinuncia: non avrebbe varcato quella soglia fino a quando l'ultimo esseri viventi non l'aveva fatto prima di lui. 

E promette di tornare ogni anno sulla Terra per portare la sua amorevole Benedizione. 

Questa cerimonia si svolge in una valle segreta alle pendici del Monte Kailash, sull' Himalaya. 

Il Buddha si manifesta nel suo corpo di luce per circa otto minuti, distribuendo la sua BENEDIZIONE a tutta l'umanità.  

Ed è in quel preciso istante, che lungo la valle fioriscono gli Iris viola, fiori di pace e di guarigione, che sbocciano come risposta alla sua presenza. 

Secondo l'antica leggenda, l' Iris sboccia nel momento esatto in cui il Buddha ritorna sulla Terra per elargire la sua Benedizione.

Per questo motivo è diventato il simbolo del WESAK.  

Il nome IRIS deriva dal greco e significa "arcobaleno". 

Nella mitologia greca era personificato dalla dea Iris, messaggera degli dei, che scendeva e risaliva dall' Olimpo alla terra percorrendo il ponte iridescente che univa i cieli alla dimensione umana.  

Un fiore che è, fin dalla sua essenza più profonda, un collegamento tra piani: tra il divino e l'umano, tra il sopra e il sotto, tra la visione e la manifestazione.

Nel linguaggio dei simboli, il numero tre, così ricorrente nella morfologia dell'iris con i suoi petali eretti, quelli ricadenti ei boccioli per stelo, rimanda alla Trinità. 

Per questa ragione l'iconografia cristiana lo ha assunto come emblema di fede, coraggio e saggezza. 

In oriente l'Iris era ritenuto un potente talismano contro ogni maleficio, tanto da venire dipinto sull'armatura dei soldati. 

Nell'antico Egitto era coltivato come polvere curativa e magica, ei suoi effigie compaiono ancora nei templi dedicati ai faraoni.  

Iris significa anche "occhio del cielo". 

Tutta la bellezza del fiore nasconde il suo profumo nel rizoma, che lo rivela solo dopo l'essiccazione e una lunga maturazione, come se custodisse la propria essenza più preziosa in un processo lento e interiore, proprio come avviene nel cammino spirituale dell'essere umano.  

Le proprietà vibrazionali: il fiore che parla all' Anima
Nella tradizione della Floriterapia e dei rimedi energetici, l' Iris è da sempre associato all'elevazione della coscienza e alla connessione con le dimensioni superiori. 

Tra tutti i fiori, l'iris trasmette con grande eloquenza sentimenti profondi: la fiducia assoluta, la saggezza, la speranza. 

Nel linguaggio floreale è il fiore della verità che trionfa, del coraggio nell'affrontare nuovi inizi.  

La Floriterapia è una disciplina olistica che considera l'essere umano come un insieme inscindibile di parti fisiche, psichiche e spirituali, e utilizza le essenze floreali per innescare processi di trasformazione e crescita interiore.   

L' Iris, in questo contesto, agisce come amplificatore della visione: aiuta a vedere più lontano, ad accogliere la guida dell'intuizione ea fidarsi del cammino.

Come scrisse il dottor Bach, "i fiori sono in grado di elevare la nostra personalità e di avviarci maggiormente alla nostra anima. In questo modo ci donano pace e ci liberano dalle sofferenze. Non guariscono attaccando in modo diretto la malattia, bensì riempiendo il nostro corpo con le belle vibrazioni del nostro Sé Superiore, alla presenza del quale la malattia si scioglie come neve al sole."  

MIHAELA HUTUTUC,
terapeuta naturopata- la tua guida olistica 

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